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Nella Grande Mela c'è un romagnolo che vuole vincere
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Top level
Rassegna stampa
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Author: kcc
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Publishing date: 31.10.2003 21:55
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da Il Resto del Carlino del 31/10/2003
La maratona di New York continua ad esercitare il suo fascino sui podisti romagnoli. Messe da parte le ansie per l'attacco alle Torri gemelle, il flusso di specialisti di casa nostra è ripreso...
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ormai a pieno ritmo, contagiando come nel passato anche quelli abituati a fare i protagonisti nelle gare che settimanalmente punteggiano la Romagna. Magari non capiterà di trovare un nome conosciuto fra i primi cinquanta classificati, come è successo nel '97 (37° il ravennate Stefano Righini) e l'anno successivo (39° Ugo Moroni con 2.25'07", miglior risultato cronometrico, e Maurizio Medri, 42° nello sprint sulla vincitrice Franca Fiacconi), ma fra le decine di romagnoli che hanno scelto di correre i 42 chilometri domenica prossima nella 'grande mela' ci sono atleti di buon calibro. Come Andrea Santonastaso, al primo anno fra gli M55. «Gareggiare a New York - spiega l'atleta della Mameli Ravenna - è il sogno di tutti i podisti. Correre tra due ali di folla che ti incita è una sensazione bellissima, ti mette le ali ai piedi. In qualche caso ci si può fra prendere dall'entusiasmo, ma io ormai corro da 35 anni. Obiettivi? Spero di portare a casa il titolo della mia categoria, perché a scorrere i risultati l'anno scorso bastava un tempo attorno alle 2.50', e io quest'anno ho corso in 2.39'». Esordio sui 42 chilometri per Gianluca Borghesi, riminese accasato alla Bcc Faenza, che durante il festival del Fitness di Rimini ha vinto viaggio, soggiorno e iscrizione alla maratona. Lo stesso premio l'hanno vinto nella stessa occasione Roberto Brugè e Stefania Casadei, entrambi del Golden Rimini. «E' la realizzazione di un sogno - confessa la Casadei - e voglio gustarmelo sino in fondo. Non voglio pensare al tempo, spero solo di riuscire ad arrivare sino in fondo, anche perché non sono molto in forma. Paura? Beh, un po' ci ho pensato, ma ho deciso che non voglio farmi condizionare, anche se ho intenzione di visitare il luogo dove c'erano le Torri gemelle». La preoccupazione che accomuna molti dei big di casa nostra - fra i quali ci sono anche Stefano Mina, Roberto Martignani e Marco Timoncini - è il numero del pettorale, perché partendo da molto dietro diventa difficile, e soprattutto dispendioso, risalire una fiumana di 40 mila persone.
Massimo Luotto
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