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La 100 Km Rimini Extreme a Staffetta


Top level Maratona e altro running


Sapevo che non si trattava di una gara qualsiasi, ma non avrei immaginato che una competizione podistica potesse essere contemporaneamente una faticosissima sfida alla natura e una scampagnata tra amici stile Pasquetta.
Ho vissuto la Cento Chilometri Extreme “Rimini&Co” come .....

La mia 100 Km Rimini Extreme a Staffetta

Sapevo che non si trattava di una gara qualsiasi, ma non avrei immaginato che una competizione podistica potesse essere contemporaneamente una faticosissima sfida alla natura e una scampagnata tra amici stile Pasquetta.
Ho vissuto la Cento Chilometri Extreme “Rimini&Co” come l’esperienza più singolare della mia attività agonistica. Facevo parte di una delle otto squadre di staffettisti che hanno preso parte alla manifestazione. Il mio gruppo, composto anche da Enrica, Matteo, Ivan e Paride, aveva una peculiarità rispetto agli altri: eravamo tutti triatleti, gente insomma abbastanza abituata a soffrire. La Cento Chilometri era però una cosa troppo diversa per poterci sentire adeguatamente preparati all’evento. L’abbiamo affrontata con molta curiosità, ma anche adeguato timore. Nessuno di noi aveva mai corso nel pieno delle notte e anche se un’auto sarebbe comunque rimasta al fianco degli atleti, il buio e la probabile nebbia, oltre naturalmente al freddo, lasciava comunque tutti un po’ perplessi.
E’ stato per questo motivo che, in maniera molto cavalleresca, gli uomini della squadra hanno lasciato a me e ad Erica le frazioni diurne, accollandosi loro quelle che si sarebbero disputate di notte e di conseguenza più difficili. La promessa reciproca era comunque che ognuno di noi, in qualsiasi momento della lunga competizione, sarebbe stato al fianco dello staffettista per non farlo sentire troppo solo lungo salite, discese e strade buie. Un modo anche per prevenire eventuali manifestazioni d’affetto dei cani durante il percorso, che magari non vedevano anima viva da settimane a questa parte.
E’ stata dunque Erica a partire per prima e noi al seguito, a bordo dell’auto. All’inizio sembrava tutto come sempre: solita gara, solito incitamento, solita gente lungo le strade. Del resto, erano solo le sette di sera. Ma al primo pit-stop a Coriano, si capì subito che l’evento lasciava spazio anche a tante altre attività collaterali, di importanza non trascurabile. E così per tutti i podisti via con la cenetta tra amici, innaffiata per alcuni anche con qualche bicchiere di vino, giusto per riscaldare un po’ gli animi della competizione.
Tra un chilometro e l’altro, mentre la notte calava insieme alla nebbia e le salite si facevano più ripide, cercavamo sempre di stare vicino allo staffettista di turno, a cui urlavamo tutto il nostro sostegno cercando di rallegrare l’atmosfera anche con un po’ di musica. La notte era splendida, il cielo stellato e la temperatura mite per essere quasi a fine novembre. Faceva quasi una certa impressione vedere quella gente, in deserte strade di campagna, coperte da un telo bianco per ripararsi dall’umidità: sembravano fantasmi.
Io sono stata l’ultima a partire, era già mattina. I miei compagni di squadra, abbastanza provati per le frazioni completate e la notte insonne, avevano comunque ancora la forza di incitarmi. Vado in testa con altri tre staffettisti, ma dopo pochi metri mi rendo conto che è il caso di rallentare l'andatura e rimango da sola. Farò tutta la gara così, senza mai stancarmi di guardare un panorama sempre più bello e suggestivo. Incontro tanti gruppi di ciclisti: anche loro mi incoraggiano. Magari avranno pensato che sia stata una dei 37 indomiti podisti che hanno corsa per intero questa doppia maratona e mezzo. Poco importa, mi prendo lo stesso l’incitamento.
Durante gli ultimi chilometri la macchina con i miei compagni di squadra continua a starmi accanto, facendomi sentire la musica e la loro presenza. Mi lasciano sola soltanto a poco dall'arrivo, giusto per aspettarmi a braccia aperte al vicino traguardo.
Attenderanno qualche minuto in più del previsto. Nel frattempo ero riuscita a sbagliare strada.

Iole Citriniti


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