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Antonio Mammoli, la locomotiva di Prato


Top level Rassegna stampa


Antonio Mammoli, la locomotiva di Prato
di A Cura di Roberto Zanotti.
Sabato 17 maggio 2008, alle ore 10:00 con la mia bicicletta, sono davanti al Museo della Marineria sul porto Canale di Cesenatico; il tempo è incerto, dopo una nottata di ....

Antonio Mammoli - La Lokomotiva di Prato

Sabato 17 maggio 2008, alle ore 10:00 con la mia bicicletta, sono davanti al Museo della Marineria sul porto Canale di Cesenatico; il tempo è incerto, dopo una nottata di burrasca con pioggia abbondante, le previsioni meteo non sono delle migliori.
Ho seguito il consiglio dell’amico Bruno Tacchi, il grande podista Riminese che affronta per la nona volta questa durissima e selettiva Gara nazionale, - La Nove colli running -, Bruno la conosce bene, ne ha completate 7 si è arreso solo nel 2006 al Km. 130 per problemi fisici.
“Vieni al briefing - mi ha detto - li vedrai tutti i concorrenti e avrai l’opportunità di conoscerli.
Alle ore 11,00 infatti nella grande sala del Museo per il briefing ci sono tutti i partecipanti ( 91 iscritti ), si respira l’aria dei grandi eventi e c’è grande euforia - Il Patron della gara il mitico podista Mario Castagnoli dopo il saluto delle autorità locali ha presentato agli atleti e ai giornalisti la “sua “ Decima Nove Colli Running.

Ricordo che la gara podistica, che segue il percorso dell’omonima gara ciclistica, nasce nel 1998 da una idea di Castagnoli, che vuole lanciare in Italia una Ultramarathon, unica per il suo genere. Sembra più dura della Atene – Sparta (Spartathlon), è una delle più impegnative d’Europa, lunga ben 202,4 Km che attraversa Romagna e Marche, si snoda su un percorso che può vantare 90 Km di salita compresi i falsipiani 78 Km in discesa e 34 Km pianeggianti.

Nel lontano 1998 per la cronaca vince Casimiro Marangotto in 23 h 26’ minuti seguito da Mario Castagnoli in 24 h 50’ Bruno Tacchi terzo in 25 h 19’gli atleti arrivati saranno in 5.
Con gli anni questa gara podistica è cresciuta ed è conosciuta in tutta Europa.


Poco prima della partenza appello generale e relativa benedizione del parroco, alle ore 12:00 il via La macchina della giuria con i giudici I.U.T.A è davanti e il gruppo già sui primi Km si assottiglia per la non certo rilassante andatura che in testa stanno tenendo.
Come da regolamento infatti si deve arrivare in località Settecrociari senza superare l’auto della giuria poi alle 14.00 sarà dato il secondo start.

Nel gruppo di testa si intravedono: Antonio Mammoli, assieme all’amico Alessandro Papi della società Croce d’oro di Prato, Menichini Daniele il vincitore nel 2007 in 21h 40’ 17’’ Lavarda Remo e via via tutti gli altri il clima è disteso ed allegro si chiacchera molto, sembra di andare ad una scampagnata, più arretrato a circa 200 metri un silenzioso coriaceo e concentrato Jean Jacques Moros ; - in mattinata mi aveva confidato di non stare troppo bene, ma di gareggiare per abbattere il suo record personale del 2005 di 18 h08’22’’ ( record della gara).

Primo colle Polenta lunghezza salita km 8
Dopo i primi tornanti del primo colle Moros prende subito il comando della gara seguito da tutti gli altri è silenzioso e taciturno, ha la borraccia sempre tra le mani ed arriva per primo in località Fratta Terme non si ferma al ristoro arriva a Meldola sul tratto pianeggiante, la sua corsa è perfetta senza sbavature.

Secondo colle Pieve di Rivoschio lunghezza salito km. 8
All’attacco del secondo colle (siamo al Km. 57) Moros con il suo ritmo incalzante e regolare tiene gli inseguitori a distanza, scollina per primo, seguito da Remo Lavarda e Giorgio Garello.
Remo mi confida di non avere mai corso sulle distanze superiori ai 130 Km. ( così mi pare di avere capito) e mi dice che sarebbe contento di potere bissare il risultato dell’anno precedente,( Perticara al Km. 116,2 in 12h03’).


Terzo colle Ciola lungezza salita km. 6
Sempre Moros e ancora Moros,mentre al gruppo che lo segue a distanza di qualche minuto si è unito anche Antonio Mammoli.

Quarto colle il Barbotto lunghezza salita km. 5,5

Siamo vicini all’attacco del quarto colle, in un tratto pianeggiante giusto il tempo di riempirgli la borraccia e poi Moros parte e non lo vedo più, sopraggiungono Remo Lavarda e Antonio Mammoli io cammino spingendo la bici, dopo una fatica enorme arrivo assieme a Giorgio Garello al cancello del Barbotto, dove comincia ad imbrunire, sono distrutto non so come facciano i podisti…...
Al Barbotto ci sono tante persone nello stand allestito dall’organizzazione - i primi - mi dicono “ hanno un’ora di vantaggio ( forse esagerano spero!) “ mi riposo un po’ e poi giù a testa bassa in discesa dove affianco Antonio e sono preoccupato perchè non sta bene, ma dalla macchina della giuria Castagnoli mi rassicura, dice” vedrai che fra un po gli passa è una crisi momentanea “ lo lascio solo quando il pulmino della Croce di Prato lo affianca , scendo in avanscoperta a vedere dove sono il francese e Laverda , scendo e poco prima di arrivare al bivio di Sogliano trovo il francese assieme in silenzio scendiamo verso Ponte Uso.
Remo Lavarda e chissà dove, qualche centinaio di metri avanti.

Quinto colle Monte Tiffi lunghezza salita km. 5,5
Il lungo rettilineo che ci porta all’attacco di Monte Tiffi è buio e monotono, il francese parla pochissimo, la stanchezza comincia farsi sentire, non è più quello di qualche ora fa, penso sia normale, dopo tutti quei Km…., attacca comunque il quinto colle con decisione, lo perdo nuovamente. Con la mia bici arranco e la devo spingere (come per tutti gli altri colli - a mano) fortuna che la salita è relativamente corta, 3 Km, ma abbastanza rognosa, nella notte buia e senza luna c’è un silenzio tombale, non passa anima via e sono felice quando in lontanza vedo la luce del Castello di Montetiffi.
Scollino e riprendo Moros in località Serra, sta camminando, sta male, la sua à una corsa alternata a camminate veloci, penso che anche per gli altri, sarà la stessa cosa.
Verso gli ultimi Km. quando la strada sale , lo perdo nuovamente ( la salita di Perticara mi sta distruggendo).
Sesto colle Perticara lunghezza salita km. 9
Arrivo a Perticara trovo Moros sono le 00,13 è seduto su una sedia arrivano 2 massaggiatori che cercano di rimetterlo in sesto, mi dice “ Finì – Finì “ ha le gambe distrutte, mangia a fatica un po’ di pasta, lo guardo negli occhi e mi ripete “ Finì - Finì- con un filo di voce” capisco che per lui la gara é davvero proprio finita, riconsegna il pettorale all’organizzazione, lo saluto abbracciandolo.
Riparto supero Daniele Menichini e Lucio Bazzani sono alla ricerca di Antonio Mammoli..
In pochi minuti scendo a Sartiano poi velocemente scendo verso ponte Baffoni, trovo Antonio e attacchiamo il Maiolo
Settimo colle Madonna di Pugliano lunghezza salita km. 9
Scendo come al solito dalla bici e perdo inevitabilmente Mammoli che affronta a gran carriera questo settimo colle, lo raggiungo a metà quando la strada ha dei gradevoli falsipiani , insieme arriviamo a Pugliano, io grido “ E anche il settimo colle è cotto “, arriviamo al ristoro.
Lavarda ha 17 minuti di vantaggio.
Mammoli stremato mi confida che in altre occasioni in 35 minuti sarebbe arrivato all’attacco del passo delle siepi, ma ora si sente stanco.
Lo so che in discesa è una gazzella, lo avevo conosciuto nel 2006 quando ho assistito l’amico comune Marco Zorzi e mi ricordo che proprio a Pugliano ci è scappato via correndo dietro al finlandese Kankaansyrja e finendo al secondo posto.
Antonio riparte si lancia in discesa a forte velocità, vediamo da lontano il Forte di San Leo illuminato, è sempre una visione piacevole perché abbiamo la percezione che i Km stanno via via passando e che il traguardo comincia ad avvicinarsi.
Ottavo colle passo delle Siepi lunghezza salita km. 4
Al bivio di Secchiano, al ristoro organizzato dal Golden club di Rimini, Antonio beve del te caldo e riparte a buona andatura.
Adesso riesco a stargli al fianco perchè la salita è pedalabile, abbiamo sempre Lavarda davanti, ma Antonio ha il morale alto.
Intanto stanno già arrivando i primi bagliori del giorno e il tempo che fino ad ora è stato clemente sta cambiando.
Scolliniamo con gioia l’ottavo colle, sentiamo abbaiare dei cani Lavarda non deve essere lontano, parto in avanscoperta per veder quanto distacco ha, scendo tutto il colle e lo raggiungo a Ponte Uso al 158° km. ha un buon margine di vantaggio, mangia qualcosa ma è visibilmente stanco.
Sa che Antonio come un mastino gli è alle spalle, ha le gambe che gli fanno male lo faccio distendere sul pulmino dell’organizzazione gli tengo le gambe alzate per fare defluire meglio la circolazione del sangue e gli massaggio le gambe, riparte poco dopo è comunque felice perché sa che ha già fatto un’ottima prestazione e che molto probabilmente riuscirà a portare a termine la gara.
Dopo 7 minuti ecco che arriva la Lokomotiva di Prato, non si ferma neppure al ristoro “ Voglio prendere Remo” inizia la caccia all’uomo dopo qualche centinaio di metri lo mette nel mirino e poco prima della Comunita San Maurizio (Borghi ), lo supera lo saluta e poi via all’attacco del nono colle.
Da fine pioggerella si passa ad un vero e proprio acquazzone

nono colle Il Gorolo lungheza salita km. 4
All’inizio del nono colle c’è un altro ristoro del Golden Club di Rimini presidiato da Gionni Schiaratura mi porge da bere che allungo ad Antonio, siamo bagnati fradici, ma poco importa, Antonio sta apprezzando la pioggia, ci tiene effettivamente svegli carichi e lucidi, arrivo a scollinare il Gorolo dopo 20 minuti da Mammoli.
Raggiungo il mio compare, attraversiamo località Borghi e poi giù, in discesa nelle strade che conosco bene, sono quelle dove abitudinalmente mi alleno.
Arriviamo davanti al campo di calcio di Savignano, e troviamo il ristoro organizzato dalla mia società podistica “SEVEN”, incontro alcuni amici podisti, mi chiedono informazioni su Antonio in breve gli racconto la sua Nove colli.
Dal pulmino della croce di Prato scende Livornese Gaspare che come tutti gli anni scorsi lo accompagnerà di corsa al traguardo, manca ancora una mezza maratona.
“ Dai Antonio che ce la puoi fare, dai mettigli il cuore la testa le gambe, lo affianchiamo nell’ultima fatica, lo incitiamo, attraversiamo l’abitato di Sala , al ristorante il Matto giriamo a sinistra si sente il profumo dell’Adriatico, …ci supera il primo concorrente della 130 Km. in bicicletta.
Arriviamo sui due cavalcavia che ci dividono dal traguardo, “ dai Antonio che sei primo… ancora un piccolo sforzo.. Antonio piange - gli dico di non fare così perchè altrimenti cj fa piangere pure a noi.
Arriviamo assieme sul lungomare di Cesenatico la lokomotiva di Prato tra le urla della gente che lo sta acclamando, ha ancora uno scatto micidiale e taglia il traguardo, dopo 22h32’58’’.
Mi si alza la pelle dall’emozione, e mi accorgo che stiamo tutti piangendo, Patron Castagnoli compreso..
Grazie Antonio, grazie infinite per questi momenti indimenticabili che mi hai regalato.
PS.
Ristori puntali, assistenza scrupolosa, organizzazione decisamente perfetta..
robertozano@libero.it

   

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